15 Settembre

Plenaria Parallela
9:00
Accoglienza e registrazione partecipanti
Apertura Corner
10:00
La XIV edizione del Workshop sull’impresa sociale
Fabio Lenzi (Iris. Idee & Reti per l'Impresa Sociale)
Equo e sostenibile: un’endiadi che definisce il percorso intrapreso da una molteplicità di imprese sociali per contrastare fenomeni di esclusione, marginalità, sottosviluppo. Alcuni soggetti, come il commercio equo, ne hanno fatto un brand di successo, ma molti altri perseguono il medesimo obiettivo: ridefinire le catene di produzione del valore incorporando elementi di socialità variamente declinati e misurati attraverso indicatori sociali. Iris Network dedica la XIV edizione del Workshop sull’impresa sociale all’approfondimento dei fattori strutturali di disuguaglianza che caratterizzano le società post-crisi. Elementi che sfidano le imprese sociali a declinare in modo nuovo quei principi di equità e sostenibilità alla base del loro modello economico, contribuendo a rendere esigibili i diritti sociali in uno scenario ben diverso da quello delle origini. L’operatività di queste imprese tiene infatti in equilibrio dimensioni di uguaglianza e responsabilità: crea e distribuisce equamente beni e capabilities e, al contempo, fa in modo che queste stesse dimensioni vengono esercitate in forma cooperativa.
I percorsi attraverso cui cresce l’impresa sociale sostenibile
Marco Musella (Iris Network | Università di Napoli “Federico II”)
L’impresa sociale è oggi chiamata a ridefinire i propri percorsi di sviluppo, metabolizzando gli stimoli che vengono da altri modelli imprenditoriali ma soprattutto adattandoli ad un andamento della domanda – di cittadini, istituzioni e aziende – che cresce per ampiezza e differenziazione interna e che sollecita in particolar modo il contenuto di valore sociale che caratterizza i beni e i servizi prodotti da queste imprese. Le strategie e i modelli di crescita sono alla base di nuovi paradigmi di sostenibilità e impatto dell’impresa sociale e, non a caso, assumono una rilevanza sempre maggiore non solo negli orientamenti strategici interni (imprese sociali e loro reti), ma anche per diversi stakeholder esterni, in particolare per coloro che, in diversi modi, sostengono l’imprenditoria sociale attraverso risorse di origine filantropica e finanziaria.
Disuguaglianze: il ruolo dell’impresa sociale e del terzo settore
Chiara Saraceno (Collegio Carlo Alberto, Università degli Studi di Torino)
La disuguaglianza, come ricorda il sociologo Goran Therbon, “non è solo questione delle dimensioni del proprio portafoglio. E’ un ordinamento socio-culturale che riduce le capacità, il rispetto e il senso di sé, così come le risorse per partecipare pienamente alla vita sociale”. Per questo politiche e misure di contrasto sono chiamate, necessariamente, ad agire su diverse leve e a coinvolgere differenti attori prevedendo, ad esempio, che una migliore allocazione delle risorse si accompagni a sostegni in termini di servizi educativi e di inclusione socio lavorativa. Sono provvedimenti che, nel loro insieme, superano la dicotomia tra politiche di investimento sociale basate sull’attivazione e politiche di protezione sociale imperniate sulla redistribuzione. Protezione e investimento stanno assieme perché rispondono a obiettivi di coesione sociale e al benessere della società nel suo complesso.
12:30
Pranzo
14:00
La cultura come risorsa generativa per uno sviluppo sostenibile e inclusivo
A cura di Chiara Galloni (Articolture, Bologna)
“The Floating Piers”, l’installazione di Christo sul Lago d’Iseo, e “Wikimania 2016”, il raduno mondiale di Wikipedia a Esino Lario, piccolo paese in provincia di Lecco, sono gli ultimi esempi in ordine di tempo che evidenziano il ruolo della produzione culturale come “attrattore” di nuove opportunità per lo sviluppo locale, coinvolgendo interi territori nelle loro diverse articolazioni pubbliche, private, nonprofit. Negli ultimi anni si assiste ad una lettura sempre più “sociale” della cultura, sia a fronte della capacità che le azioni culturali hanno nella costruzione e rinforzo della comunità, sia per il valore economico che sono in grado di produrre. La cultura può rappresentare uno strumento attraverso cui le imprese sociali possono realizzare una strategia di radicamento nei tessuti comunitari, coinvolgendo un numero crescente e variegato di soggetti economici e sociali. Allo stesso tempo si assiste però al rischio che cultura e sociale vengano sovrapposti e confusi, non solo agli occhi degli amministratori e policy makers, ma anche degli stessi operatori. In questo quadro è importante avviare confronti intersettoriali per individuare strumenti e pratiche adeguate per migliorare da un lato la capacità delle organizzazioni sociali di riconoscere e attivare quella produzione culturale in grado di potenziare l’impatto delle proprie attività; dall’altro, affinare le capacità delle organizzazioni culturali stesse per operare in contesti di welfare generativo.

Intervengono: Maurizio Busacca (M.A.C. Lab - Laboratorio di Management delle Arti e della Cultura, Università Ca’ Foscari Venezia), Renato Giugliano (regista e autore di Status, web serie sul nonprofit italiano), Federica Rocchi (DOM La Cupola del Pilastro, Bologna), Loris Contarini (Teatri OFF Padova), Alice Ferrazza (Dolomiti Contemporanee)
Nesting tra primo e secondo welfare: le sperimentazioni dell'impresa sociale
A cura di Lorenzo Bandera (Percorsi di Secondo Welfare, Milano)
Ormai da diversi anni il sistema di welfare italiano risulta soggetto a pressioni che condizionano efficacia ed efficienza delle sue azioni. Da un lato i vincoli di bilancio che impongono misure di contenimento dei costi sempre più stringenti, dall’altro lato la diffusione di dinamiche sociali cui lo Stato attualmente fatica a fornire risposte. In tale contesto è ancora possibile pensare allo sviluppo di un sistema maggiormente inclusivo, efficiente e capace? Nonostante la difficile situazione in cui si trova il nostro modello sociale, la diffusione di esperienze riconducibili alla sfera del “secondo welfare” fanno propendere per il si. Sono infatti sempre più numerosi e variegati gli attori che, attraverso mix di investimenti ed interventi sociali a finanziamento non pubblico, si sono progressivamente affiancati al welfare statale integrandone sussidiariamente lacune e mancanze. Tra i protagonisti di questo cambiamento anche tante imprese sociali che, attraverso approcci innovativi, stanno fornendo un contributo significativo per la strutturazione di un nuovo welfare.

Intervengono: Giorgio Merlo (Ouverture, Torino), Fabio Streliotto (Innova, Cittadella)
A new community wave: innovazione sociale e tecnologica nei territori a bassa densità di risorse
A cura di Fondazione Italiana Accenture e Iris Network
La dimensione urbana ha ormai assunto una posizione dominante, guardando non solo alla contesto abitativo e alla produzione economica, ma più in generale a livello politico-culturale. Sono le città a dettare l’agenda del futuro, attraverso modelli, come le smart cities, che chiamano in causa sempre più spesso l’innovazione sociale oltre a quella tecnologica. Questa polarizzazione amplifica il divario rispetto ad aree in deficit di sviluppo, non solo dal punto di vista della dotazione infrastrutturale (trasporti, connessioni, servizi), ma anche rispetto al capitale umano e alla coesione sociale. Forse è per effetto di questo shock che nelle “aree fragili” si segnalano, sempre più ricorrenti, fenomeni di innovazione sociale e di instituition building incarnati soprattutto da “imprese di comunità“. Nuove soggettività che ripristinano i processi di sviluppo facendo leva sulla rigenerazione di asset materiali e immateriali abbandonati e sottoutilizzati e, al tempo stesso, su tecnologie come monete complementari, reti energetiche, reti wifi libere che contribuiscono a dar vita a inedite “piattaforme cooperative”.

Intervengono: Daniele Rossi (Fondazione Italiana Accenture), Giovanni Teneggi (Confcooperative Reggio Emilia), Noemi Satta (Cultura Territorio Identità, Milano), Fabiana Musicco (Refugees Welcome Italia Onlus)
Esiste un’impresa sociale senza un’idea di giustizia?
A cura di Luca Fazzi (Università degli Studi di Trento), Paolo Fontana (Euricse)
Il tema della giustizia è una parte integrante dell’emersione dell’impresa sociale in Italia. L’avere cercato di ampliare il perimetro dei diritti e avere favorito l’empowerment dei soggetti più deboli ha consentito alle imprese sociali di ottenere un riconoscimento normativo, sociale e fiscale favorevole nell’ambito delle politiche pubbliche e di welfare. Nel corso del tempo si sono affermate diverse concezioni di giustizia che a diverso titolo hanno accompagnato il processo di sviluppo delle imprese sociali. La giustizia, tuttavia, è tale se risponde a due condizioni: assicurare a tutti una condizione di vita degna e perseguire la trasformazione delle condizioni che creano diseguaglianza ed esclusione. Per comprendere quanto la giustizia sia ancor oggi connaturata all’azione delle imprese sociali è necessario osservare i criteri di giustizia nelle pratiche, nelle decisioni concrete e nelle scelte strategiche che sottendono alle attività d’impresa, interrogandosi fino in fondo su quale sentimento di giustizia deve e può alimentarsi l’impresa sociale per svolgere una funzione distintiva e trasformativa.

La sessione approfondirà questi temi attraverso testimonianze e video-interviste.
Laboratorio di pratiche eque e sostenibili (1)
A cura di Paolo Campagnano, Anna Raffaelli (Impact Hub Trentino)
La fase preparatoria della XIV edizione del Workshop sull’impresa sociale è stata dedicata alla raccolta di iniziative che ricombinano equità e sostenibilità nel nuovo scenario attraverso progetti e organizzazioni d’impresa sociale. Ciò ha permesso di costruire una banca dati conoscitiva, esperienziale e biografica in grado di alimentare il percorso di innovazione aperta del Workshop, coinvolgendo attivamente gli imprenditori sociali.

DegustiBUS: più che un foodtruck una filosofia di ‘impatto’

Un'esperienza unica di agricoltura sociale: l’innovazione di Galeorto nel distretto dell’economia solidale trentina

Quando il riuso temporaneo e l'autocostruzione generano un’impresa sociale inclusiva

La sfida dell’economia circolare di Party Service

Fratelli è Possibile: un modo 'autentico' di essere impresa sociale

Sustain-Ability: perseguire nuove forme di sostenibilità per la cultura

E NELLA ZONA CORNER...

Poling, sharing, commoning: con Abito il risparmio è su misura

Social Seducement: serious gaming for collective social economy entrepreneurship
16:30
Pausa Caffè
17:00
L’impresa sociale nel perimetro del terzo settore: riposizionamento e rilancio
Carlo Borzaga (Euricse | Università di Trento)
La legge quadro recentemente approvata (n. 106/16) posiziona l’impresa sociale nell’alveo di un terzo settore che ora è a pieno titolo un comparto istituzionale giuridicamente definito. Questo passaggio non è scontato: se è vero infatti che l’impresa sociale è storicamente nata all’interno di questo alveo, è altrettanto evidente che negli ultimi anni si sono moltiplicati i “contesti generativi” di nuova imprenditorialità sociale. Non solo come evoluzione nell’ambito delle strategie di responsabilità sociale d’impresa e dell’innovazione tecnologica, ma anche all’interno di nuove forme di civismo e azione collettiva, come nel caso della rigenerazione dei beni comuni. A quali condizioni quindi l’impresa sociale riformata sarà in grado di intercettare la “domanda interna” del terzo settore, rappresentata da soggetti nonprofit formalmente non imprenditoriali ma di fatto impegnati nella produzione di beni e servizi? E soprattutto quanto saprà catalizzare le nuove forme di produzione di valore sociale che oggi si manifestano in contesti plurali e attraverso modelli altrettanto diversificati?
18.00
Inaugurazione mostra "La Polveriera: un prototipo di innovazione sociale" (La Polveriera, Iris Network, Jump to Sustain-Ability, ITAS Mutua)
19.00
Aperitivo/cena - Presentazione libro "Si può ancora fare. Storie di (stra)ordinaria cooperazione"

16 Settembre

Parallela Plenaria
9:00
Apertura Corner
9:00
Allestire luoghi per la coprogettazione e il design di servizi innovativi
A cura di Francesca Battistoni (Social Seed), Marta Corubolo (Polimi Desis Lab, Politecnico di Milano)
I servizi di backoffice, anche nelle imprese sociali, vivono oggi una fase critica, sempre più sottoposti a drastiche cure dimagranti per quanto riguarda la dotazione di risorse, strutture, competenze. Al contempo le logiche del project management classico sono messe in discussione da trasformazioni sociali e tecnologiche, aprendo a nuovi modelli di coproduzione dove i ruoli si ricombinano in profili ibridi come il “prosumer”. E’ quindi necessario riconsiderare il carattere di backoffice che caratterizza l’insieme di queste attività. Un “retrobottega” che, ancora oggi, è accessibile solo agli addetti ai lavori e quindi risulta poco trasparente rispetto alle modalità d’uso, ma che può diventare un “entry point” di importanza cruciale per coinvolgere attori diversi. Non a caso si moltiplicano le sperimentazioni di contesti – fab lab dei servizi, living lab, co-lab ecc. – allestiti con infrastrutture tecnologiche, competenze e risorse, aperti a operatori, volontari, professionisti, cittadini, policy maker. Soggetti che, lavorando gomito a gomito, ridisegnano i servizi e scalano innovazioni, rigorosamente dal basso, fino a impattare sulle politiche.

Intervengono: Alessandro Catellani (Gruppo Scuola, Parma), Maria Grazia Campese (Milano sei l’altro - SIS Sistema Imprese Sociali, Milano), Sofia Borri (Piano C, Milano)
Equità e sostenibilità nei modelli di consumo ai tempi della 'grande contrazione'
A cura di Alessandro Pirani (C.O. Gruppo, Future Food Institute, Future Food Accelerator)
La lettura della crisi non si legge solo per sottrazione, evidenziando cioè il calo dei consumi di beni e servizi, dei posti di lavoro, della ricchezza disponibile, della capacità di investimento. E’ necessario anche approfondire la rimodulazione di questi fattori, evidenziando priorità e modalità nuove per farvi fronte. Nel caso dei consumi si tratta di un processo di trasformazione lungo periodo, antecedente alla crisi e che mette in luce la crescente rilevanza delle variabili sociali e ambientali nelle scelte, contribuendo così a modificare le catene produttive e distributive. Fenomeni come il commercio equo e i gruppi di acquisto, che fino a qualche anno fa erano di nicchia e alternativi, oggi sono sempre più componenti strutturali delle scelte di consumo e delle politiche economiche mainstream, anche grazie a innovazioni tecnologiche di stampo “social”. Una trasformazione che chiama in causa l’impresa sociale come possibile “società veicolo” per dare consistenza a un cambiamento che è sempre più paradigmatico e che, proprio per questo, attrae inevitabilmente altri soggetti sociali e imprenditoriali.

Intervengono: Stefano Magnoni (Chico Mendes – Laboratorio del Caffè – Fondazione Opes, Milano), Lucio Cavazzoni (Alce Nero, San Lazzaro di Savena BO), Manuela Gualdi (Tavolo dell’Economia Solidale della Provincia Autonoma di Trento)
Gli indicatori sociali: quali implicazioni per la programmazione strategica delle imprese sociali?
A cura di Andrea Bassi (Università di Bologna)
Ormai da tempo le organizzazioni nonprofit producono misure quali-quantitative delle loro performance sociali. Al tempo stesso cresce la disponibilità di dati sulle caratteristiche sociali, ambientali e culturali dei contesti territoriali. Il progetto per misurare il BES (Benessere Equo e Sostenibile), nato da un'iniziativa congiunta CNEL/ISTAT, fa parte del dibattito internazionale sul tema "Non solo PIL". L'idea centrale è che i parametri economici da soli non siano sufficienti per valutare il progresso delle società e dovrebbero essere integrati da informazioni sociali e ambientali e da misure di diseguaglianza e sostenibilità. Il concetto di BES sembra rispecchiare molto l’agire delle imprese sociali e il loro impegno economico e sociale nel territorio. In questo scenario pare necessario approfondire in quali termini le diverse misure di impatto sociale e di qualità della vita possono aiutare l’attività di pianificazione strategica delle imprese sociali e migliorare l’azione di policy making.

Intervengono: Roberta Fogli (Girotondo, Comacchio FE), Simone Marzocchi (For.B, Forlì FC), Marco Palamenghi (Comune di Brescia)
Dalla comunità al crowd (e ritorno): fundraising e azionariato diffuso negli investimenti delle imprese sociali
A cura di Andrea Bernardoni (Legacoopsociali)
L’analisi delle iniziative più innovative d’impresa sociale, negli ultimi anni, ha evidenziato come molte organizzazioni siano state in grado di finanziare attività imprenditoriali valorizzando adeguatamente il rapporto con la comunità. Tali imprese sociali hanno attivato una pluralità di fonti di finanziamento integrando la capitalizzazione dei soci, il fundraising, l’azionariato diffuso, i finanziamenti erogati da istituti specializzati ed i tradizionali canali di finanziamento bancario. In presenza di progetti con una chiara finalità sociale, legati allo sviluppo della comunità, il coinvolgimento, anche finanziario, dei cittadini rappresenta un valore aggiunto che permette di attivare processi partecipativi molto estesi e accresce le possibilità di successo dell’iniziativa. I cittadini possono sostenere i progetti di sviluppo delle imprese sociali attraverso donazioni - come con il crowdfunding o il fundraising - oppure, nel caso di cooperative sociali, diventando a tutti gli esse soci finanziatori della cooperativa. In generale, la partecipazione finanziaria dei cittadini è collegata ad un modello di impresa sociale legata alla comunità locale che, in collaborazione con la società civile, realizza percorsi di sviluppo “dal basso” orientati alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo più equo, sostenibile ed inclusivo.

Intervengono: Adriano Pallaro (Banca Etica), Livio Falcone (Meridonare, Napoli), Andrea Veronelli (Industria Scenica, Vimodrone MI), Armin Bernhard (BGO Cooperativa di Comunità della Valsugana TN), Serenella Banconi (Il Cerchio, Spoleto), Pino De Lucia (Agorà, Crotone - in collegamento web)
Laboratorio di pratiche eque e sostenibili (2)
A cura di Paolo Campagnano, Anna Raffaelli (Impact Hub Trentino)
La fase preparatoria della XIV edizione del Workshop sull’impresa sociale è stata dedicata alla raccolta di iniziative che ricombinano equità e sostenibilità nel nuovo scenario attraverso progetti e organizzazioni d’impresa sociale. Ciò ha permesso di costruire una banca dati conoscitiva, esperienziale e biografica in grado di alimentare il percorso di innovazione aperta del Workshop, coinvolgendo attivamente gli imprenditori sociali.

Accessibile, esperienziale, tecnologico: con A.T.T.I.MO il turismo è per tutti

Un coworking collaborativo per la conciliazione vita, lavoro, famiglia

Nuove sfide per la Bottega del Possibile: coproduzione e ridisegno dei servizi di welfare

Emporio del benessere: energia fisica, mentale e sociale per la collettività

La Fabbrica dei Suoni: la cultura per uno sviluppo sostenibile ed inclusivo

‘Stanotte 49 persone dormono in una casa messa a disposizione da noi’: l’housing sociale di Fondazione Scalabrini
Seminario tecnico di formazione
A cura di Fon.coop
Per tutti gli interessati, Fon.Coop organizza un seminario tecnico di formazione – dal titolo “Le opportunità dei nuovi Avvisi Fon.Coop per lo sviluppo della cooperazione sociale” – dedicato alle opportunità dei nuovi avvisi del Fondo di Rotazione 2016, in particolare l’avviso 35 che finanzia attività integrate per la qualificazione, riqualificazione e reimpiego di figure lavorative deboli | max 30 persone.
11:00
Pausa caffè
11:30
I dibattiti del Workshop
Oggi le imprese sociali si trovano ad affrontare sfide sistemiche in quanto si amplia la scala dei bisogni e, al contempo, si liberano spazi per nuove espressioni di socialità: per questo è necessario confrontarsi con gli strumenti di policy e, più in generale, con i sostrati culturali che alimentano la domanda di socialità. La XIV edizione del Workshop sull’impresa sociale si chiuderà con confronti su temi di stretta attualità. Gli interventi saranno moderati creando un dialogo con gli imprenditori sociali presenti in sala.
L’impatto sociale per politiche pay for results
Mario Calderini (Politecnico di Milano) intervistano da Davide Dal Maso (Avanzi)
Come emerso in altre edizioni del Workshop, l’impatto sociale è il principale “nervo scoperto” dell’impresa sociale. Il dibattito, spesso accanito, che lo accompagna è legato non solo a dimensioni e metriche, ma ad un più profondo ribaltamento della prospettiva che guida le scelte di policy e le strategie d’impresa sociale: dai livelli prestazionali ai risultati, dalla redistribuzione all’investimento, dall’innovazione incrementale a quella sistemica.
Le misure di contrasto alla povertà
Stefano Lepri (Senatore della Repubblica) intervistato da Gianfranco Marocchi (Welfare Oggi)
L’effetto più immediato delle crescenti disuguaglianze è l’aumento dei livelli di povertà. Fasce sempre più ampie e differenziate della popolazione dispongono di risorse – non solo economiche – sempre più carenti per far fronte alle proprie necessità e per soddisfare le proprie aspirazioni. Il contrasto alla povertà assume quindi un ruolo centrale nel dibattito politico – basti pensare al confronto sul reddito di cittadinanza – e nelle iniziative del terzo settore, come il fondo per la povertà educativa minorile. Un insieme di misure chiamato a ridefinire su nuove basi i principi di equità e sostenibilità della protezione sociale.
13:30
Brunch di saluto

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