Lo sviluppo della cooperazione sociale di inserimento lavorativo
Scritto da: Iris Network | Pubblicato il: 05 Novembre 2021Mercoledì 17 novembre 2021 | ore 14.30 | parallela
Il percorso parlamentare che ha portato all’approvazione della legge 381, come noto, è durato molti anni prima di approdare alla sua definitiva promulgazione nel 1981 finendo, così, per dare riconoscimento e spessore normativo ad un movimento che, nel Paese, era già in atto da almeno dieci anni e che aveva visto le sue prime originali espressioni proprio nella sperimentazione di percorsi, allora profondamente innovativi, di inclusione lavorativa delle persone più fragili, come i disabili in uscita da percorsi formativi ed i pazienti psichiatrici. Il riconoscimento e la valorizzazione di queste esperienze pionieristiche di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate è divenuto, così, uno degli architravi principali della legge 381. Attraverso lo studio di tre esperienze che vedono la cooperazione sociale – cosiddetta di “tipo B” – impegnata nel costruire sia prassi amministrative efficaci in partnership con il pubblico, sia modelli organizzativo-manageriali che la rendono capace di operare nel mercato non solo con attori pubblici ma soprattutto con imprese private e consumatori finali, nella sessione si andrà a riflettere sui modelli di sviluppo delle imprese sociali impegnate nell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e sul ruolo che questa tipologia di impresa potrà continuare a svolgere nell’implementazione di un modello di sviluppo più inclusivo.
A cura di Marco Gargiulo Consorzio Nazionale Idee in Rete
Stefano Mantovani | Cooperativa sociale Noncello (Roveredo in Piano PD)
Giuseppe Bruni | Confcooperative Federsolidarietà Brescia
Giuseppe Pisano | Cooperativa sociale l’Arcolaio (Siracusa)
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