Verso una filantropia strategica: da enti erogatori ad attivatori di capitale sociale e catalizzatori di cambiamento

Scritto da: Iris Network | Pubblicato il: 28 giugno 2019

SESSIONE PARALLELA | CONNESSIONI E ALLEANZE
venerdì 13 Settembre 2019 | ore 9
A cura di Carola Carazzone | Assifero

In uno scenario in cambiamento epocale, qual è oggi il ruolo e la missione di lungo periodo degli enti filantropici per il nostro Paese? Il concetto di fondazioni ed enti privati di “filantropia strategica” è, per diverse ragioni, relativamente nuovo ed emergente in Italia e include non solo le fondazioni di famiglia, di impresa e di comunità, ma anche nuove forme ibride di enti filantropici che per missione catalizzano risorse private – capitale finanziario, immobiliare, intellettuale e relazionale – per il bene comune. Gli enti filantropici, in base alla nozione elaborata da Assifero nel 2016 e riconosciuta dal legislatore con la riforma del Terzo settore, non sono meri erogatori, che, in splendido isolamento solipsistico possono limitarsi a mantenere lo status quo alleviando qualche sofferenza, tamponando qualche emergenza o restaurando un po’ di bellezza sui territori. Per andare oltre un modello solo lineare di donazioni di denaro a fondo perduto da elargire ad enti del terzo settore e garantire, non solo la sostenibilità dei progetti e degli enti del terzo settore che supportano, ma anche la scalabilità delle soluzioni ai problemi ambientali, sociali, economici e culturali che vogliono contribuire ad affrontare, gli enti filantropici devono essere parte integrante di un ecosistema, cui contribuiscono mettendo in rete diversi tipi di capitale che insieme formino un “continuum of capital, intellectual, human and financial capital”. Ben lungi dall’essere meri “enti erogatori” o peggio sofisticati bancomat, gli enti filantropici oggi possono essere enti attivatori di capitale sociale e catalizzatori di cambiamento.

Il Programma di WIS19 (in progress)


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