Capacity building per il terzo settore: il ruolo delle fondazioni come hub di conoscenze e competenze

Scritto da: Iris Network | Pubblicato il: 13 novembre 2018

Il XVI Workshop sull’impresa sociale (svoltosi a Riva del Garda il 13 e 14 settembre 2018) si è aperto con la sessione plenaria dal titolo “La conoscenza crea sviluppo?”.

Francesco Profumo, presidente di Compagnia di San Paolo e Fondazione Bruno Kessler, ha partecipato al dibattito approfondendo il tema delle azioni di capacity building delle fondazioni di origine bancaria per le imprese sociali e le organizzazioni di terzo settore.

Dopo un breve excursus sulla storia di Compagnia di San Paolo, il professor Profumo ha sottolineato come negli ultimi anni la Compagnia abbiamo avviato un percorso di trasformazione per qualificarsi come un vero e proprio hub di conoscenze e competenze, seppur sempre sostenuto dalla leva finanziaria.

Le fondazioni dovranno essere sempre più agenti di sviluppo attraverso azioni di accompagnamento delle organizzazioni del territorio; azioni portate avanti con conoscenza, competenza e l’utilizzo di strumenti finanziari di tipo blending (non solo grant, ma anche forme di prestito, equity, finanza di impatto etc.).

Per essere “attivatori” di sviluppo e cambiamento, secondo il professor Profumo le fondazioni dovranno in particolare:

  • impegnarsi in azioni di capacity building (accompagnando i propri stakeholder affinché diventino più competenti e competitivi; la riforma del terzo settore stessa è uno stimolo in questa direzione);
  • introdurre la valutazione di impatto nelle progettualità finanziate (per utilizzare al meglio le risorse);
  • specializzarsi in data e knowledge management (le fondazioni possiedono una grande quantità di dati relativi ai progetti finanziati negli anni, dati che devono essere messi a valore e non relegati a mere funzioni rendicontative);
  • migliorare la comunicazione strategica;
  • diversificare la leva finanziaria.

In sostanza si tratterà di massimizzare l’impatto dell’intervento delle fondazioni attraverso l’ibridazione dello strumento erogativo con il contributo diretto di competenze ed esperienze, per qualificarsi come degli hub che mettano insieme la leva finanziaria ed aree specialistiche, quali fundraising, innovazione, innovazione organizzativa, capacity building, data e knowledge management e comunicazione strategica di progetto.

Riproponiamo un estratto video della relazione del professor Profumo:

A seguire il video della sessione completa, dove – oltre al professor Profumo – sono intervenuti Marco Musella (Iris Network – Università degli Studi di Napoli “Federico II”) e Felice Scalvini (Assifero – Fondazione Asm), con la moderazione di Sara De Carli (Vita).


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